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Matteo Ripa, da Eboli alla corte dell’Imperatore Kangxi – (Aggiornato con foto)

AGGIORNAMENTO:

Ecco le foto del convegno: Foto “Matteo Ripa, da Eboli alla corte dell’imperatore Kangxi”.

E’ fissato per Venerdì 1 Aprile alle ore 18:00 il convegno “Matteo Ripa, da Eboli alla corte dell’Imperatore Kangxi”. L’incontro si svolgerà presso l’auditorium della Chiesa di Santa Maria ad Intra. Tutte le altre informazioni sono riportate sulla locandina sovrastante.

Per maggiori informazioni sulle incisioni realizzate da Matteo Ripa alla corte dell’imperatore Kanxi, cliccate QUI;

Sapevate che le opere di Matteo Ripa hanno continuato ad essere fonte di ispirazione a centinaia di anni di distanza dalla sua morte? No? allora cliccate QUI per scoprirne di più.

Presentazione del libro “Padre Matteo Ripa Incisore” presso il MOA

Padre Matteo Ripa - Manifesto

“Diversamente da quanto Matteo Ripa ha scritto (e forse anche sinceramente pensato) fu probabilmente la sua innata propensione all’arte, il vero dono elargitogli dalla Provvidenza. La capacità di dipingere e disegnare gli permise di entrare in Cina, muoversi liberamente in quei territori, diffondere la parola di Dio e adempiere, in tal modo, all’opera missionaria che aveva posto a fondamento della sua vita”.            

Vincenzo Paudice

Una serata da non perdere! Vi aspettiamo al MOA alle ore 18:30. Non mancate!!!

Ecco le foto della serata: Foto Presentazione del libro.

Dall’arte alla storia: La fonte Perseia

Vincenzo Paudice - Micene, Fonte Perseia

Per una città fortificata come Micene, quello dell’approvvigionamento idrico era un problema fondamentale, sia per far fronte alle torridi stagioni estive che per resistere agli attacchi di popolazioni ostili. Le abili maestranze che ampliarono la città nel XIII sec. a. C. si rivelarono davvero geniali: esse riuscirono a inserire la preziosa riserva idrica tra le mura difensive collegandola, attraverso un condotto sotterraneo, alla “sorgente Perseia” che ancora oggi sgorga a circa 350 metri più a monte della città. Suggestivo è il suo ingresso:

“… il passaggio scavato nella roccia per andare a trovare l’acqua, la Perseia, in fondo al colle ingaggia addirittura una discesa agli Inferi. Quegli scalini neppur consunti, se si pensano i secoli trascorsi, tagliati nel vivo […] Con la candelina si scendeva e sembrava d’essere già al centro della terra. La porta dei Leoni, Agamennone, Oreste, le Furie; e quella discesa che rinnova tutto, fa sentire tutto, immerge nudi nella legenda; un battesimo. …”

Così descrive la cisterna Cesare Brandi nel suo “Viaggio nella Grecia antica”, p. 74. A causa del buio e dei gradini sdrucciolevoli, dovetti rinunciare alla mia discesa, rinviandola all’anno successivo quando raggiunsi, munito di torcia elettrica, l’antico bacino che ancora presentava tracce d’acqua, proveniente da fuori le mura.

Gli altri acquerelli che ritraggono i luoghi più suggestivi della Grecia possono essere visualizzati cliccando QUI.

Altre notizie, invece, si trovano negli ebook scaricabili gratuitamente cliccando QUI.

La pietra che racconta – Nuova esposizione di acquerelli del centro storico ebolitano realizzati da Vincenzo Paudice

Vincenzo Paudice - Eboli, S. Pietro alli Marmi

Venerdì 4 Dicembre, alle ore 19:30, presso la Sala del Refettorio, il MOA avrà il rinnovato piacere di ospitare le opere che Vincenzo Paudice ha realizzato utilizzando “acqua e colore” e che ripercorrono le vie del Borgo antico della Città di Eboli.
Sarà, questa, un’occasione per ammirare una tecnica affascinante – per troppo tempo considerata dai critici d’arte e nell’immaginario collettivo di minor importanza rispetto ad altre tecniche pittoriche – come l’acquerello.

La mostra sarà aperta dal dibattito “LA CITTÁ DEL CONTINUO DIVENIRE: tra conservazione e ricostruzione”, con i saluti del Direttore artistico del MOA Luigi Nobile.

Interverranno:
VINCENZO PAUDICE, Pittore, autore delle opere esposte nella mostra – la pietra che racconta: un’analisi geo-metafisica delle rocce strappate alla terra, modellate, scolpite, decorate. Mute testimonianze di una storia franata nell’oblio;

GIUSEPPE FRESOLONE, Direttore del MOA – riflessione sul rapporto città/campagna dal dopoguerra ad oggi;

MARIO TRIFONE, Architetto – la ricostruzione del centro storico come specchio e opportunità della modificazione urbana, epifenomeno della consapevolezza collettiva e dell’identità città/civiltà.

L’esposizione resterà al Moa fino al 6 Gennaio 2016.

ATTENZIONE!: La galleria degli acquerelli del centro antico di Eboli è stata aggiornata con nuove immagini. Per consultarla, clicca QUI.

Eboli: JO….. L..AS. P. S.M. (de) RETO 1530

Affresco di Luca de Magistro con epigrafe dedicatoria

Eboli, affresco eseguito nel 1530 da G. Luca de Magistro (pittore ebolitano) con l’epigrafe dedicatoria: S. M/A e la preposizione funzionale locativa: “de RETO”

Nel 1530, nei pressi del Tiranna, venne edificata una chiesa rupestre. All’interno dell’aula liturgica, in una nicchia alta m 2,00 e profonda m 1,50, fu dipinta l’immagine di una Madonna con Bambino tra due santi. L’autore ne autografò l’opera, dipinse l’epigrafe dedicatoria: “S. M/A” (Santa Maria) e aggiunse la preposizione funzionale locativa “(de) RETO” seguita da “1530″, anno in cui fu realizzato l’affresco. Ovviamente, la preposizione locativa: “de RETO” ne individuava e ancora ne designa, la reale collocazione: “dietro le mura di Eboli“.

Per saperne di più, visita la pagina dedicata cliccando QUI

Presentazione del libro “Ebolus, dulce solum”

E’ fissata per venerdì 23 ottobre alle ore 18:30 la presentazione del libro “Ebolus, dulce solum: per un’ipotesi etimologica sull’origine greco-romana dei toponimi di Eboli” di Manuel Miranda, nella Chiesa di San Nicola de Schola Graeca c/o Centro storico di Eboli.

Interverranno:

  • Manuel Miranda, autore del libro;
  • Dott. Vito Leso, presidente Weboli;
  • Sig. Armando Voza, storico;
  • Prof. Vincenzo Paudice, docente d’arte e curatore della prefazione.

“Quando Manuel Miranda mi ha sottoposto la breve trattazione sull’anamnesi etimologica di taluni toponimi locali e l’etimo stesso della città di Eboli, di buon grado ho accettato di sviluppare un sintetico preambolo diacronico sui “nomi parlanti” o “toponimi” le cui origini si perdono nella narrazione orale delle civiltà mediterranee.

… L’assenza di sistemi alfabetici in area Mediterranea affida al “mythos” la storia collettiva dell’occidente e agli “aedi” il monopolio della testimonianza orale… 

… Prassi comune è il costante ricorso a “toponimi, nomi ed epiteti parlanti”, la cui etimologia condensa il prologo di un evento, le gesta più o meno eroiche del protagonista, le peculiarità geomorfologiche di un territorio o di città…

… Eboli, non si sottrae al “mythos” e i numerosi toponimi che ne hanno segnato la storia divengono il filo di Arianna che Manuel Miranda, con apprezzabile abilità semantica, segue ne ricostruisce la genesi etimologica e rivela il significato, significante, di ciascun etimo.”

Vincenzo Paudice

Questo e molto altro vi aspetta alla presentazione di venerdì sera. Non mancate!

Dall’arte alla storia: La leggenda di Io

Vincenzo Paudice - Metaponto - Antefissa della principessa Io

Durante il II Millennio a. C., gli aedi e i rapsodi narravano di Io, figlia di Inago, “Hanax” di un piccolo villaggio del Peloponneso, situato sulle rive dellago di Lerna. La ragazza aveva due fratelli e poiché era bellissima (come tutte le principesse di questo mondo), fu consacrata vestale presso l’Heròn degli Argivi, il più antico santuario di Hera. Un triste giorno, mentre la giovane era intenta ai riti religiosi, fu ghermita dal signore dell’Olimpo che, affascinato dalla sua bellezza, cercò di possederla nella vicina foresta. La ragazza, spaventata dall’ardore divino, scappò via inseguita da un supplicante Zeus che per l’occasione si era trasformato in nuvola. Scrive Ovidio (Metamorfosi I, vv. 596-599):

“”… No, non fuggire” ma quella fuggiva ed aveva passato

ormai i paschi di Lerna ed i campi lircei popolati

d’alberi, quando il Tonante, ravvolta la terra di vasta

nebbia, nasconde la ninfa, la ferma e le toglie il pudore …

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Dall’arte alla storia: La Tomba di Agamennone

Vincenzo Paudcie - Micene, Tomba o tesoro di Atreo

La cosiddetta tomba di Agamennone, o “Tesoro di Atreo” è collocata sul fianco della collina di Panagitsa, a circa cinquecento metri dalla cittadella di Micene. Alla tomba, che presenta una volta ogivale, si accede attraverso un dromos, il lungo corridoio scoperto, fiancheggiato da ciclopici blocchi in pietra perfettamente squadrati. Edificata verso il 1250 a.C., un periodo che gli archeologi indicano come Tardo Elladico, risulta essere posteriore a quella “di Egisto e di Clitennestra”collocate tra il XV e il XIV secolo a. C. Prima ancora di giungere davanti al corridoio d’accesso,  impressiona l’enorme collina artificiale che ricopre l’intera struttura funeraria, escludendo naturalmente il corridoio che conduce all’ingresso. In origine l’entrata doveva presentare una porta a doppio battente inserita tra due semicolonne in pietra verde decorate a rilievo. Il triangolo di scarico che si apre al di sopra dell’architrave, anch’esso Leggere di più

Dall’arte alla storia: Nauplia e la leggenda della Fonte della Verginità

Vincenzo Paudice - Nauplia, Kanatos, Fonte di Hera o della verginità

Nauplia è una cittadina gradevole e ospitale, si presenta con un centro storico ben tenuto, dall’impronta marcatamente veneziana. Fondata dall’intrepido argonauta Nauplios, figlio di Poseidone, è nota già nel XV sec. a.C. quale insediamento Acheo. Fu porto di Tirinto e di Micene, la sua antica vocazione marittima è rimarcata da Euripide nella tragedia “Elena” allorché fa dire a Menelao, al rientro da Troia e prima di lasciare l’Egitto: Leggere di più

Dall’arte alla storia: L’Acropoli di Atene

Atene - Il Partenone con le mura dell'Acropoli

Atene fu centro d’importanza capitale nella storia del mondo greco. Faro di civiltà, raggiunse il massimo splendore nel periodo classico.

Incarnano questo periodo tragediografi affermati come Eschilo, Sofocle e Euripide, noti filosofi quali Socrate, Platone e Aristotele e geniali artisti tra cui Fidia, Policleto e Skopas, oltre ad architetti del calibro di Ictino e Callicrate. Il progetto di riedificazione della città e dell’Acropoli Leggere di più