Lectioart: artis lectio

Androxilos ad Evolo

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Molte lune erano trascorse dalla notte dei tempi in cui gli uomini avevano smesso di lavorare la pietra, imparato a dominare il fuoco e fondere lo stagno con il rame per ricavarne bronzo.

I millenni si avvicendarono e grandi flussi migratori popolarono le coste del Mediterraneo. Potenti città fecero la loro comparsa e, con esse, divinità in grado di governare il destino degli uomini e il mutare delle stagioni. Guerre, conquiste e lutti devastarono la terra. Poi la bruma del silenzio avvolse gli uomini e il corso degli eventi fu negato alla storia: “Dark Age”. Quando il dirompente ritorno degli Eraclidi1 consegnò l’era delle grandi migrazioni all’oblio della memoria, città di straordinaria bellezza ripopolarono le coste Italiche e dell’Egeo.

Nelle sfarzose corti dell’Ellade e della Megale Hellas, gli aedi e i rapsodi intrattenevano gli ospiti con storie di eroi coraggiosi e uomini formidabili capaci di competere con gli déi, scendere nell’Ade e sfidare Tanatos: l’angelo della morte. Raccontavano di principi e di epici duelli combattuti a Tebe o sotto le mura di Troia. Cantavano di Edipo, di Adrasto, di Eteocle e Polinice ma sopratutto di Achille, di Odisseo, di Enea e della sua funesta passione per Didone, la principessa fenicia fondatrice di Cartagine, morta per essere stata abbandonata dall’eroe troiano.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Risaliva il Silaris2, Androxilos, per esplorare una pianura selvaggia, percorsa da cinghiali e strani animali neri simili a buoi, ma dalle corna ricurve verso il basso.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Dopo alcune miglia, Androxilos ormeggia la nave e, impedito a proseguire da alcune rapide, si inoltra in una acquitrinosa pianura facendosi strada tra giunchi e canneti, in direzione di basse colline.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Là dove la pianura si congiunge ai crinali dei monti, Androxilos nota del fumo alzarsi da un colle, la cui sommità sembrava abitata.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Androxilos scala le pendici del colle, posto tra due corsi d’acqua, Tiranna e Tufara, e grande è la sua meraviglia nel vedere un villaggio fortificato, cinto da blocchi di pietra e robusti tronchi3.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Le abitazioni coperte di paglia, sotto i raggi del cocente sole, tutt’intorno irradiavano una luce dorata4.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Androxilos entra nel villaggio. Era appena stato compiuto un sacrificio ad Eolo, dio dei venti, al quale il villaggio aveva chiesto protezione e dal quale, forse, traeva il nome.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Il villaggio era in piena attività: abili maestranze riparavano alcune case danneggiate dal vento, un gruppo di agricoltori dissodava alcuni terreni prospicienti le mura con l’aiuto di vomere e buoi mentre vigorose donne con cantaros sulla testa trasportavano acqua dai vicini torrenti.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

La terra era grassa e fertile, ottima per produrre cereali, mentre l’olio per la cucina e l’illuminazione era garantito da numerosi ulivi messi a coltura sui versanti della collina.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

L’attenzione e la cura verso gli armenti garantivano: latte, formaggio e lana mentre i numerosi bovini, oltre al latte, fornivano pelli per svariati impieghi.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

L’allevamento di animali da cortile e la caccia fornivano carne fresca. Il lavoro nei campi e la cura degli armenti erano le risorse principali di questi nativi. Anche la caccia era importante per rifornirsi di carne fresca.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

La posizione del colle, dove sorgeva il villaggio, permetteva ai suoi abitanti di controllare le vie di transito a valle, fin dove il mare lambiva la costa. L’ubicazione era strategica: dalla collina si poteva controllare l’ingresso alla piana del Silaris e verso la valle del Tusciano che conduce al valico delle croci di Acerno. Proseguendo in direzione Est, era facile raggiungere le sorgenti dell’Ofanto e Rocca San Felice da dove, proseguendo in direzione Nord e discendendo il Calore Beneventano, si raggiungeva l’antica Maleventum5 e il Volturno.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Anche in questo villaggio di terra Lucana l’arte del lavorare i metalli aveva i suoi maestri ed Androxilos offre la sua esperienza, acquisita tra i popoli del Mediterraneo, per realizzare utensili di uso domestico o rifinire elmi, schinieri, cinturoni e puntali di lance utili alla difesa del villaggio.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

La capacità di adoperare il fuoco e la terra argillosa di alcune colline contribuivano ad una produzione ceramica per uso domestico, indispensabile agli abitanti del villaggio6.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Ad un funerale si prodiga a scavare una tomba a fossa comune alle pendici della collina7 per seppellire un lucano nativo del villaggio.

Nella tomba viene collocato un corredo ceramico commisurato al ruolo esercitato dal defunto all’interno del villaggio.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Prima di accomiatarsi, Androxilos è invitato dai parenti dell’estinto al banchetto organizzato per onorare il defunto.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Nei pressi del sepolcro viene consumato un pasto a base di: uova, farina, lenticchie, sale, vino e carne di animale dal vello nero, sacrificato agli dei8.

Vincenzo Paudice - Androxilos ad Evolo

Dopo aver salutato gli abitanti del villaggio, Androxilos guadagna la pianura scendendo lungo la ripida forra del Tufara. Giunto al Silaris, risale sulla nave e riprende la via verso il mare e altre destinazioni.

Vincenzo Paudice

Note:

1 Dori;

2 Antico nome del fiume Sele;

3 Montedoro, deriverebbe da mons e taurus: monte fortificato;

4 Scavi effettuati sul finire degli anni ’60 dalla Sovrintendenza Arch. di Salerno, in collaborazione con gli archeologi Gourbeillon e A. Schnapp misero in luce, lungo i versanti Nord ed Est, blocchi di pietra quadrangolari e poligonali, resti di antiche difese. Sul pianoro furono rinvenuti impianti abitativi di tipo a capanna, riconducibili al bronzo finale, e numerose tracce di ceramica “Figulina” di influsso miceneo;

5 Antico nome di Benevento. Dopo la vittoria su Pirro nel 275 a.C., i romani ribattezzarono Maleventum col nome di Beneventum.

6 In località SS Cosma e Damiano, l’archeologo J. Maurim portò alla luce, alcuni anni fa, un quartiere artigiano con fornaci attivo dal III sec. a. C. e fino alla tarda età repubblicana;

7 In località Crispi, propaggine collinare alla base di Montedoro, è stata ritrovata una vasta necropoli già in uso nell’VIII sec. a. C., utilizzata  anche in età romana;

8 Tra alcune popolazioni dell’alto Sele, col nome di parentalia e feralia è rimasta attiva questa antica consuetudine e, fino al secolo scorso, in alcuni periodi dell’anno i defunti venivano onorati con pietanze a base di legumi e verdure cotte.

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